Fiscalità

Regimi fiscali agevolati in Italia: la guida 2026

Neo-residenti, impatriati e forfettario rispondono a situazioni diverse. L’IRPEF ordinaria è il termine di confronto, non un’agevolazione. Revisione: 27 settembre 2026.

I quattro regimi a confronto

Neo-residenti (art. 24-bis TUIR)

HNWI con redditi esteri elevati

Beneficio: €300.000 annui sui redditi esteri inclusi nel regime; €50.000 per familiare ammesso. Gli importi nuovi riguardano chi trasferisce la residenza ai sensi dell’art. 43 c.c. dal 1° gennaio 2026. Restano esclusioni, tra cui alcune plusvalenze nei primi cinque periodi.
Durata: Fino a 15 anni
Requisito: Non residente fiscale in Italia in almeno 9 dei 10 periodi precedenti; verificare data del trasferimento, fonte dei redditi e Paesi eventualmente esclusi.

Fonte: L. 199/2025 art. 1 cc. 25-26 (Bilancio 2026)

Articolo dedicato

Impatriati (D.Lgs. 209/2023, art. 5)

Lavoratori qualificati che trasferiscono residenza

Beneficio: Il 50% del reddito di lavoro ammesso prodotto in Italia concorre all’imponibile, fino al limite annuo di €600.000; quota ridotta al 40% nei casi con figli minori previsti dalla norma.
Durata: Periodo del trasferimento e quattro successivi; l’estensione transitoria riguarda soltanto determinati trasferimenti del 2024.
Requisito: Qualificazione, lavoro prevalentemente in Italia e impegno di residenza di almeno quattro anni. Precedente non residenza: almeno tre periodi, sei o sette nei casi dello stesso datore/gruppo.

Fonte: D.Lgs. 27 dicembre 2023 n. 209, art. 5

Articolo dedicato

Forfettario (P.IVA flat 15%)

Liberi professionisti / piccoli imprenditori

Beneficio: 15% sul reddito calcolato con il coefficiente dell’attività; 5% nei primi cinque periodi solo con i requisiti per nuova attività. Contributi previdenziali da considerare separatamente.
Durata: Nessun termine fisso; soglia ordinaria €85.000, oltre €100.000 cessazione nell’anno secondo le regole applicabili.
Requisito: Persone fisiche esercenti impresa, arte o professione: soglia ordinaria di ricavi/compensi €85.000 e ulteriori requisiti e cause di esclusione.

Fonte: L. 190/2014, art. 1, cc. 54–89

IRPEF ordinaria

Default per residenti fiscali

Beneficio: Nel 2026: 23% fino a €28.000, 33% sulla parte €28.000–50.000, 43% oltre €50.000, oltre alle addizionali applicabili. Deduzioni e detrazioni incidono sul risultato.
Durata: Permanente
Requisito: Residenza fiscale italiana (art. 2 TUIR)

Fonte: D.P.R. 917/1986 (TUIR)

Domande frequenti

Neo-residenti e impatriati sono intercambiabili?

No. Il primo riguarda i redditi esteri ammessi; il secondo determinati redditi di lavoro prodotti in Italia. La residenza da sola non dimostra l’accesso. Natura, luogo di produzione e ammontare del reddito vanno ricostruiti prima del confronto.

Una soglia di reddito indica quando conviene la flat tax?

Non esiste una soglia valida per tutti. Occorre confrontare il carico ordinario effettivo, le imposte estere, i crediti utilizzabili, le esclusioni e gli eventuali familiari. Dividere l’importo fisso per il 43% non riproduce l’IRPEF progressiva.

Chi applica i nuovi importi di €300.000 e €50.000?

La legge 199/2025, art. 1 commi 25–26, li collega al trasferimento della residenza ai sensi dell’art. 43 del codice civile dal 1° gennaio 2026. Il solo anno in cui si esercita l’opzione non basta a determinare l’importo.

Come preparare la verifica fiscale?

Raccogliere la storia delle residenze, i rapporti di lavoro, la fonte dei redditi, i documenti sugli investimenti e i dati dei familiari. Il fiscalista verifica requisiti, incompatibilità, opzione dichiarativa, versamenti e opportunità di un interpello; questa pagina non sostituisce tale lavoro.

Stai valutando un trasferimento in Italia?

Un primo confronto sulle implicazioni patrimoniali del trasferimento e sui documenti da approfondire con il fiscalista.