TFR e previdenza complementare: cosa confrontare
Un confronto educativo basato sui dati COVIP 2016–2025 e sulle regole in vigore per il periodo d’imposta 2026. I dati storici non sono una previsione e la convenienza dipende dalla situazione individuale.
Punti Chiave
- Nel 2016–2025 i fondi aperti azionari hanno reso in media il 5,1% netto annuo, contro il 2,5% della rivalutazione del TFR
- Dal periodo d’imposta 2026 il limite ordinario di deducibilità dei contributi è 5.300 euro annui; il TFR è escluso
- Costi, rischio, garanzie, fiscalità e orizzonte vanno valutati insieme
Fonti e trascrizione
Fonti e riferimenti
Trascrizione e note
Nel decennio 2016–2025, COVIP rileva rendimenti netti medi annui del 5,1% per i fondi pensione aperti azionari e una rivalutazione media del TFR del 2,5%. Sono dati storici, non indicazioni sui rendimenti futuri.
TFR e previdenza complementare seguono regole fiscali diverse. L'esito dipende dalla posizione individuale, dall'anzianità e dalla modalità di erogazione.
Dal periodo d’imposta 2026 il limite ordinario annuo per la deduzione dei contributi è 5.300 euro, con esclusione del TFR. Il beneficio effettivo dipende dalla situazione fiscale.
La scelta richiede un confronto tra costi, rischio, garanzie, fiscalità e orizzonte temporale.
Il video è in italiano e non contiene audio. Questa trascrizione rende disponibile lo stesso contenuto testuale nella lingua della pagina.